Considerazioni personali su Uomini e Topi di John Steinbeck

Uomini e Topi: un libro così breve ma allo stesso tempo così intenso, ricco! Una lettura molto piacevole che si finisce in breve tempo perchè ti prende, ti fa entrare nell’ambientazione del libro e ti fa affezionare ai personaggi. Un libro che ha come sfondo l’America degli anni ’30 nel periodo della depressione e la storia è quella di due braccianti soli e intrappolati come topi nella loro esistenza e nei loro sogni. Due uomini che combattono per un futuro migliore in una società già molto complicata e piena di ostacoli.

La trama

La storia di un’amicizia profonda tra due uomini, due braccianti stagionali in California che condividono un sogno. George Milton si occupa da sempre con ferma dolcezza di Lennie Small, un gigante con il cuore e la mente di un bambino. Il loro progetto, mentre vagano di ranch in ranch, è trovare un posto tutto per loro a Hill Country, dove la terra costa poco: un posto piccolo, giusto qualche acro da coltivare, e poi qualche pollo, maiali, conigli. Ma le loro speranze come “i migliori progetti predisposti da uomini e topi” (è un verso Burns), sono destinate a sbriciolarsi. Il ritratto di un’America soffocata dalla crisi e di un’umanità gretta e gelosa nella drammatica rappresentazione di un maestro della letteratura. Scritto nel 1937 e destinato a un pubblico di uomini semplici come George e Lennie, Uomini e Topi è una breve storia ricca di dialoghi, un piccolo gioiello di scrittura, pensato da Steinbeck per essere messo in scena in teatro e al cinema: e così è successo, sul grande schermo e a Broadway. Ma Uomini e Topi resta prima di tutto un romanzo indimenticabile.

Prolodo di Uomini e Topi di John Steinbeck

Capitolo 1 
Poche miglia a sud di Soledad il fiume Salinas arriva a lambire i fianchi delle colline e scorre verde e profondo. La sua acqua è tiepida, perché prima di raggiungere quella stretta pozza è passata scintillando sopra le sabbie gialle alla luce del sole. A un lato del fiume la collina dorata sale verso i possenti e rocciosi monti Gabilan, ma lungo l’altro lato l’acqua è delimitata da una fila di alberi: salici freschi e verdi ad ogni primavera, con le forche dei rami più bassi cariche dei residui delle piene invernali, e sicomori con i rami ricurvi screziati di bianco e fronde che si inarcano sopra la pozza. Sulla riva sabbiosa sotto agli alberi le foglie formano uno strato così spesso e crocchiante che se una lucertola lo attraversa di corsa produce un forte fruscio. Di sera i conigli escono dalla macchia per accoccolarsi sulla sabbia, e le lacche umide vengono ricoperte dalle impronte notturne dei procioni e da quelle più larghe dei cani dei ranch, e dai cunei bisulchi dei cervi che col buio arrivano per bere. Fra i salici e i sicomori c’è un sentiero, ben battuto dai ragazzi che sciamano dai ranch per nuotare nella profonda pozza, ma battuto anche dai vagabondi che di sera arrivano stanchi dalla statale per accamparsi vicino all’acqua. Di fronte al basso ramo orizzontale di un sicomoro gigantesco c’è un mucchio di cenere dovuto a molti fuochi; e il ramo è diventato liscio tanti sono gli uomini seduti sopra.

L’autore

John Steinbeck (1902 – 1968) è uno dei massimi esponenti della letteratura americana e mondiale. Vincitore del National Book Award e del Premio Pulitzer per Furore nel 1940, nel 1962 venne insignito del Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: “Per le sue scritture realistiche e immaginative, che uniscono l’umore sensibile e la percezione sociale acuta”.
Nel 1964 il Presidente Lyndon B. Johnson gli conferì la Medaglia presidenziale della libertà. Tutte le opere di John Steinbeck sono pubblicate presso Bompiani, a cura di Luigi Sampietro.
Tra queste: La valle dell’Eden, La Battaglia, Pian della Tortilla, Diario Russo (con le fotografie di Robert Capa) e La corriera stravagante.
BUONA LETTURA DA RUFY!!