Considerazioni personali su L’uomo duplicato di Josè Saramago
Dopo “Cecità”, prosegue la mia lettura di Josè Saramago con “L’uomo duplicato”: di nuovo un libro particolare e di non facile lettura, nonostante la sua brevità. Ha come protagonista un professore di Storia, che conduce una vita noiosa fino al giorno in cui vede in una commedia; è una comparsa che gli assomiglia; anzi è proprio lui. Da qui ha inizio la ricerca di chi possa essere quella comparsa, del loro incontro e successivamente anche del loro scambio d’identità. L’indagine sull’alter ego e gli spunti di riflessione sull’identità sono i temi principali che Saramago vuole affrontare in questo libro. Un libro molto intrigante, che ho apprezzato sempre di più proseguendone la lettura e con un finale spiazzante!
Le frasi che mi sono piaciute
“Non conosciamo tutto quello che ci aspetta al di là di ogni nostra azione”
“Si può cambiare da un’ora all’altra pur continuando a essere se stessi.”
“A volte ci domandiamo perchè la felicità abbia tardato tanto ad arrivare…e non è tanto la questione di scelta tra ridere e il piangere, è la segreta angoscia di pensare che forse non riusciamo a essere all’altezza.”
La trama
Protagonista del romanzo è un professore di Storia di scuola media dal nome altisonante, Tertuliano Màximo Afonso. Separato dalla moglie senza ricordare né perché si è sposato né perché ha divorziato, ha difficoltà nelle relazioni col prossimo e si può definire un depresso. Conduce una vita solitaria e noiosa, fino al giorno in cui non fa una scoperta sensazionale: dietro consiglio di un collega, noleggia una commedia leggera in videocassetta, ed eccolo faccia a faccia con una comparsa che, ben più che somigliargli, è lui. Un autentico doppio, la cui esistenza sconvolge quella di Tortuliano, che da quel momento fa tutto per scoprire chi sia quell’attore, cosa faccia, che storia abbia, sprofondando in una realtà parallela. Saramago commenta passo passo la vicenda, accompagna il lettore con ironia, acume e sapienza narrativa in quest’inquietante indagine sull’alter ego, ricca di suspance e di spunti di riflessione sull’identità, nonchè di svolte impreviste.
Prologo di L’uomo duplicato di Josè Saramago
L’uomo che è appena entrato nel negozio per noleggiare una videocassetta ha nella sua carta d’indentità un nome tutt’altro che comune, di un sapore classico che il tempo ha reso stantio, niente di meno che Tertuliano Màximo Afonso. Il Màximo e l’Afonso, di applicazione più corrente riesce ancora ad ammetterli, a seconda, però della disposizione di spirito in cui si trovi, ma il Tertuliano gli pesa come un macigno fin dal primo giorno in cui ha capito che l’infausto nome si prestava a essere pronunciato con un’ironia che poteva essere offensiva. E’ professore di Storia in una scuola media, e la videocassetta gli era stata suggerita da un collega di lavoro che tuttavia non si era dimenticato di preavvisare “Non si tratta di un capolavoro del cinema, ma potrà intrattenerla per un’ora e mezza”. In verità Màximo Tertuliano Afonso ha un gran bisogno di stimoli che lo distraggano, vive da solo e si annoia, o, per dirla con precisione clinica che l’attualità richiede, si è arreso alla temporale debolezza d’animo comunemente nota come depressione. Per avere un’idea chiara del suo caso, basti dire che è stato sposato e non ricorda cosa lo abbia portato al matrimonio, ha divorziato e ora non vuole neanche ricordarsi i motivi per cui si è separato. In compenso da questa mal riuscita unione non sono nati figli che ora sarebbero lì a pretendere gratis il mondo su un vassoio d’argento, ma la dolce Storia, la seria ed educativa cattedra di Storia al cui insegnamento lo hanno chiamato e che potrebbe essere il suo cullante rifugio, lo vede ormai da lungo tempo come una fatica senza senso e un inizio senza fine. Per dei temperamenti nostalgici generalmente fragili, poco flessibili, vivere da soli è un castigo durissimo, ma una tale situazione, bisogna riconoscerlo, ancorchè penosa, solo di tanto in tanto sfocia in un dramma convulso, di quelli che ti fanno accapponare la pelle e rizzare i capelli.
L’autore
Narratore, poeta e drammaturgo portoghese, José Saramago ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1998. Tra le sue opere più note pubblicate da Feltrinelli: Il Vangelo secondo Gesù Cristo, Cecità, Tutti i nomi, L’uomo duplicato, L’ultimo Quaderno, Don Giovanni o il dissoluto assolto. Riconosciuto come uno degli autori più significativi del Novecento, la sua produzione spazia della poesia al romanzo, dal teatro ai racconti storici.
