Professione reporter

Nel mese di novembre si sono tenuti in modalità streaming gli incontri della prima parte del progetto intitolato “Professione reporter: la metamorfosi del giornalismo nel terzo millennio” promosso dal nostro Sistema Bibliotecario e rivolto agli alunni delle scuole superiori cittadine, l’Istituto Marconi e il Liceo Peano.

L’intento del progetto era quello di analizzare il ruolo che ricoprono giornalisti e fotoreporter nell’era del digitale. Il web ha modificato profondamente il modo di fare informazione e le fonti dell’informazione stessa si sono evolute e pericolosamente moltiplicate.

Professione reporter. Locandina a colori.

Professione reporter: i protagonisti

Marco Gasperetti

Marco Gasperetti, giornalista, saggista e docente  di Giornalismo online e Didattica multimediale all’Università di Pisa, ha raccontato la sua esperienza di giornalista, le sue tecniche di scrittura, le sue preferenze. Un mix di tecnica, cuore e vita vissuta dentro la notizia con cui insegna ora a scrivere. Gasperetti è rimasto fedele al giornalismo vero e proprio. Nonostante la digitalizzazione imperante, nel caso di una notizia che avverte essere “importante”, parte come i reporter della vecchia tradizione. Raccoglie sul campo le informazioni necessarie per scrivere i suoi articoli.

Mario Boccia

Reporter di guerra, ma fotografo di pace: Mario Boccia ha animato il secondo incontro on line del progetto “Professione Reporter”. Boccia racconta la storia delle sue fotografie e le sue foto raccontano la guerra della ex-Jugoslavia. Un’agonia durata 3 anni, 8 mesi, 1 settimana e 6 giorni. Le foto sono in mostra presso la nostra Biblioteca fino al 4 dicembre. Le parole di Boccia hanno emozionato profondamente tutti i ragazzi: “so solo che le emozioni sono le protagoniste del pre, del durante e del post guerra. Sono tutte emozioni tragiche e io mi sento in dovere di raccontarle e di seguirle sempre. Il mio lavoro va oltre la guerra.”

Laura Silvia Battaglia

Laura è un fiume in piena e per circa due ore trascina gli studenti nello Yemen, la terra che lei ama. Ne racconta la storia, la tragedia, la povertà, la rivoluzione, ma anche il fascino, il mistero, i profumi ed i colori straordinari.  Sono questi colori incredibili, questi profumi portati dai venti del deserto e dalla passione delle primavere arabe che li incantano e li portano a subissarla di domande. I ragazzi vogliono conoscere la realtà politica e sociale di queste aree “calde”. Sono terre così lontane geograficamente e culturalmente dal nostro mondo quotidiano e provinciale, ma spesso al centro di difficili equilibri di poteri e di interessi, oltre che di stereotipi e pregiudizi.

Toni Capuozzo

Toni Capuozzo era la voce più conosciuta perché protagonista dell’informazione televisiva. Con arguzia e ironia, ha introdotto i ragazzi nelle innumerevoli difficoltà e pericoli quotidiani che insorgono quando all’improvviso una situazione si ribalta e , “in zone calde” di guerra, anche solo facendo la spesa, puoi essere ostaggio di cecchini di  eserciti rivali.  I suoi reportage parlano di lotte politiche rivoluzionarie e di lotte religiose, di battaglie chimiche e di battaglie su internet, di guerre tradizionali e di guerre civili. La paura sempre presente lo ha aiutato a non rischiare eccessivamente. Ha imparato a tenerla sotto controllo e ha sempre fatto in modo che essa non diventasse mai panico ma spinta propulsiva per fare al meglio il suo lavoro. Lui però non si vuole considerare un “reporter di guerra”. Da buon napoletano, non vuole attirare la malasorte su di sé.

Giovanni Fasanella

Giovanni Fasanella è un giornalista tutto d’un pezzo. E’ scrittore, documentariste e sceneggiatore, ma è soprattutto un uomo curioso. Dopo essere stato una delle colonne del giornale L’unità, è passato alla redazione di Panorama. E’ stato quirinalista e redattore parlamentare della presidenza di Francesco Cossiga. Fasanella è convinto che la verità del presente vada ricercata nel passato. Egli si dedica con puntigliosa alacrità all’investigazione storica, incrociando le fonti, incontrando personaggi, spulciando letteralmente gli immensi archivi in cui trova i documenti.

Professione reporter: la seconda parte del progetto

Gli interventi di questi illustri giornalisti hanno offerto agli studenti stimolanti spunti di riflessione sulla crisi del giornalismo tradizionale, sulla progressiva perdita dell’aura ideale del giornalista e sui principi basilari della professionalità giornalistica.

Nel progetto sono stati coinvolti 1412 studenti che proseguiranno ad inizio 2022 con la seconda parte delle attività. Sarà coinvolta la stampa locale e la dimensione del giornalismo scolastico, il mondo “giornalistico” in cui operano i ragazzi.

 

Nina