Presentazione del libro: NUCLEAR di GRAZIANO MORO

Nella serata di venerdì 1 marzo abbiamo avuto l’onore di ospitare lo scrittore Graziano Moro per la presentazione del suo nuovo volume “NUCLEAR” con tanti altri ospiti: Domenico Ravetti, Enrico Bussalino, Luigi Perri e Marco Ciani.

L’intervento di Federico Chiodi"Nuclear" di Graziano Moro - foto a colori

“Buonasera a tutti!
Ci tengo inizialmente a ringraziare Domenico Ravetti, Consigliere Regionale ed Enrico Bussalino, Presidente della Provincia di Alessandria. Luigi Perri, Ingegnere nucleare e Marco Ciani, Segretario generale della CISL Alessandria-Asti. Ringrazio anche tutte le persone che sono qui presenti: mi fa particolarmente piacere vedere alcune persone che lavorano con Di.A.Psi. perché devo dire che tutte le attività che avete fatto nel corso degli anni sono diventate tutte meritevoli, interessanti e divertenti. Siamo molto contenti perché oggi si presenta il romanzo di Graziano Moro, un momento di cultura molto importante per la nostra città”.

L’intervento di Marcella Graziano

“La prefazione del libro ha il grandissimo merito di chiarire che esiste un dibattito molto importante sui temi del nucleare, ma il romanzo non ha intenzione di prendere posizione né a favore di chi è a sostegno del nucleare né degli antinuclearisti. E’ secondo me un obiettivo molto ambizioso che l’autore riesce a raggiungere attraverso una forma di romanzo saggio che ci introduce all’interno di una centrale nucleare. Con una descrizione di quest’ultima attraverso gli accadimenti (e i dialoghi di chi sta vivendo momenti di grande drammaticità) che ci portano a vivere un altalenarsi di emozioni, di sentimenti e di preoccupazioni.
I protagonisti di questo volume, per rispettare l’obiettivo importante né filonucleare né antinucleare, sono tecnici, ingegneri, professionisti che affrontano queste giornate con un altalenarsi di paure e angosce.

L’intervento di Graziano Moro

“Andando in pensione e avendo più tempo, ho avuto la possibilità di scrivere anche qualche romanzo. Ho cominciato a scrivere in occasione della lettura di un saggio. Si intitolava “Lo Stop al Futuro”: l’ho trovato molto interessante nel contenuto ma molto pesante nella lettura. Mi chiedevo… ma se ci fosse la possibilità di offrire queste informazioni a uno come Umberto Eco che ci scrive sopra un noir e all’interno di questo ci raccolga tutte queste vicende che hanno a che vedere con le previsioni del futuro? Successivamente mi è venuta la voglia di costruire dei romanzi che contengano dei servizi utili all’interno. Nel primo romanzo mi sono ispirato al tema del cambiamento climatico, tema trainante dei miei primi due libri. Questo libro invece ha due componenti che lo caratterizzano, c’è una prima parte dove si sviluppa la tragedia dell’incidente nucleare e poi c’è la seconda parte che caratterizza il mistero, la scoperta del colpevole e anche una singolare storia d’amore.
Influenza aristotelica
Grazie allo studio della poetica di Aristotele sono riuscito a continuare e concludere la scrittura di questo libro. Aristotele nel suo libro scrisse: ci vogliono due elementi fondamentali: la mimesi e la metessi. La mimesi per Aristotele è essenzialmente l’imitazione della realtà, dei personaggi, degli oggetti quando si rappresenta la tragedia. Come se fossero gli stessi personaggi a parlare della tragedia e così mi venne l’idea di usare nei tredici capitoli anziché una narrazione diretta, una narrazione in cui sono i protagonisti a parlare.
Poi c’era il metodo della metessi, Aristotele diceva: quando rappresenti un tragedia devi incutere nel lettore un po’ di paura ma non troppa, in modo tale che quando la tragedia finisce si verifichi come una sorta di purificazione nell’animo del lettore.
Alla fine, usando tutte queste tecniche di rifinitura del volume mi ritengo soddisfatto del risultato ottenuto!