Considerazioni personali de “Il Banditore” di Joan Samson

“Il banditore”, primo e unico volume di Joan Samson, è tanto apprezzato sia per lo stile che per la particolarità della trama. E’ ambientata nella comunità rurale di Harlowe, dove si conduce una vita abitudinaria, finchè non arriva in paese Perly Dunsmore, un banditore d’asta, che stravolge tutto nel paese. Questo è il fulcro di tutto il romanzo, principalmente per le azioni che compie. Seppur classificato come genere horror non spaventa come si può immaginare, ma crea comunque nel lettore quella leggera tensione e necessità di sapere cosa accadrà pagina dopo pagina. Un romanzo unico e atmosferico assolutamente consigliato!!

La trama

I Moore vivono in una fattoria nella comunità rurale di Harlow, New Hampshire, dove la tradizione è legge e la corrente elettrica è un lusso. L’erba del pascolo da tagliare, il mais e le patate da coltivare, le vacche da mungere: la vita di John e Mim è scandita dal duro lavoro delle braccia, mentre la piccola Hidie cresce sotto il loro sguardo amorevole e la madre di John, indurita dall’artrite, è ormai incastonata ne divano davanti alla tv. E’ un’esistenza di semplici abitudini che si ripetono immutate, fino al giorno in cui in paese arriva Perly Dunsmore, un banditore d’asta. Dicono che abbia girato il mondo, Dunsmore, ma ora si è fermato proprio qui, sistemandosi nella casa più bella del paese, dove per altro è avvenuto l’unico omicidio che Harlowe ricordi. Elegante e suadente nei modi, il banditore ha fatto sapere che organizzerà aste per raccogliere fondi da destinarsi alla polizia locale. La gente di Harlowe, tutta, è caldamente invitata a offrire anticaglie in disuso, anche cose da poco: in fondo che cosa costa? Le aste si susseguono sempre più frequenti, finchè gli abitanti si ritrovano senza più nulla da dare, se non le cose da cui non si separerebbero per nessuna ragione al mondo. Ma Dunsmore, spalleggiato dalla polizia, di giorno in giorno più arrogante, non desiste dal chiedere e non tollera rifiuti. E chi si ribella non per forza sarà salvo.

Prologo de “Il Banditore” di Joan Samson

I fuoco si levava in un cono perfetto, appeso al filo di fumo che saliva dritto fino al cielo primaverile. Mim e John prelevavano i rami secchi dalla catasta a ridosso del muro di pietra e li gettavano fra le fiamme, facendosi rapidamente indietro non appena le foglie morte s’incendiavano con un sibilo. Hildie, che aveva quattro anni, sentì arrivare il grosso pick-up ancora prima del vecchio cane pastore. Saltellò fino al ciglio della strada e restò lì, scalpitante in attesa. Al volante c’era Bob Gore, che procedeva spedito scavando profondi solchi nel fango che schizzava dai lati. Alle spalle di Hildie, John e Mim si chiedevano per quale ragione lo sceriffo si fosse scomodato fino alla loro fattoria, l’ultima strada. Gore saltò giù e agganciò i pollici alle tasche dei jeans. Si bilanciò per un instante prima su un piede e poi sull’altro, come se cercasse di tenere in equilibrio il pancione. C’erano due cose che gli piacevano più di tutte: problemi e pettegolezzi. Degli uni e degli altri avrebbe potuto parlare per un intero pomeriggio senza il minimo sforzo…

L’autirce

Joan Samson (1937 – 1976), nata in Pennsylvania, ha studiato al Wellesley College, si è laureata alla University of Chicago nel 1959 e alla Tufts University nel 1969. Ha insegnato a Chicago, Newton e Londra. Il Banditore, pubblicato poche settimane prima della sua morte avvenuta nel 1976, è il suo primo e unico romanzo.
BUONA LETTURA DA RUFY!!