Considerazioni personali

“La traversata notturna” è il libro vincitore del Premio Elsa Morante 2023 e incluso nella cinquina finalista del Premio Strega 2023.
Più di una semplice storia familiare! Questa raccontata è una vera e propria traversata che ci fa conoscere pagina dopo pagina la storia della famiglia Canobbio. Inoltre  il libro è arricchito anche di foto e illustrazioni che rendono la lettura molto piacevole!!
È scritta con uno stile che ti fa entrare nella storia dei personaggi, che ti coinvolge e in men che non si dica si finisce di leggere il libro nonostante la mole!

Le frasi che mi sono piaciute

“…e quindi non lasciarti abbattere di fronte alle prime avversità, ma reagisci!”
“un’ora vicini passa in un minuto mentre un’ora lontani non passa più.”
“In certi momenti mi si crea tutto un vuoto intorno, non esiste più nulla, non mi rimane che il pensiero d’essere senza di te.”

Trama de “La traversata notturna” di Andrea Canobbio

Mosso dal desiderio di liberarsi dei ricordi che non smettono di tormentarlo, il narratore di questo libro decide di compiere un viaggio nella sua città, trasformata per l’occasione in un grande teatro della memoria. E come ogni avventura che si rispetti, si dota delle armi magiche necessarie all’impresa: una mappa quadrata di ottantuno caselle, una raccolta di lettere d’amore e alcune vecchie agende fitte di appunti.
Ambientata a Torino, la storia è quella di una coppia italiana del dopoguerra, del loro innamorarsi, sposarsi e vivere prima felici e contenti, e poi infelici e scontenti. S’incontrano nel 1943: lui, ufficiale del Genio e futuro ingegnere, è appena tornato dalla Russia; lei ama la musica e la poesia. Si sposano nel 1946, mettono su famiglia. Gli anni della ricostruzione diventano presto gli anni del miracolo economico, che diventano presto gli anni della contestazione e della crisi. L’ingegnere, soccombendo alla melanconia, scava un tunnel personale dove rimanere intrappolato, intrappolando anche la moglie e i figli.
Disseminati i frammenti del tempo nello spazio della città, il narratore indaga i motivi misteriosi della depressione del padre. Alla fine, però nessuna ragione gli sembra sufficiente a spiegare trent’anni di tristezza irrimediabile. Capisce che sono proprio i ricordi più dolorosi quelli che gli permettono di non interrompere il dialogo con i genitori – che, dopotutto, non vuole far scomparire dalla propria vita.

Prologo de “La traversata notturna” di Andrea Canobbio

Parte prima
Prega per me
1.
Per costruire bisogna prima scavare, mi sembra di averlo sempre saputo. Si prepara uno scavo e si gettano le fondamenta. L’ho imparato quand’ero bambino. Nella nostra vita c’era un cantiere che procedeva con immensa cautela, e ci sarebbe stata una casa, in un vago futuro. Lo scavo aveva pareti profonde, foderate da armature di legno calcinato dietro le quali si indovinava il terreno macchiato e rugoso. Potrebbe essere un falso ricordo. E però rivedo le pozze lucenti sul fondo – per tutti questi anni sono rimasto a guardarle: era pioggia, o acqua risalita dalle viscere della terra. L’umidità ci minacciava. Infiltrazioni serpeggiavano su per i muri e li gonfiavano, facendo fiorire la pittura e staccando l’intonaco. In certe case, quando bussavi alle pareti, sentivi il vuoto di mattoni porosi e cemento sfarinato, come se dietro ci fosse una porta nascosta o una stanza fantasma, e i segreti potessero trapelare da un cedimento o una screpolatura. Perciò da piccolo sapevo che bisognava scavare prima di costruire. Non puoi posare una casa per terra come una valigia o un secchio e sperare che duri. Senza radici la casa è perduta, condannata al degrado. Ci vuole un polmone nascosto perchè la casa respiri, e sospiri, e provi sollievo…

L’autore

Andrea Canobbio è nato a Torino nel 1962. Vive a Torino, dove lavora nell’editoria. I suoi libri sono: la raccolta di racconti Vasi cinesi (1989), con cui ha vinto il premio Grinzane opera prima e il premio Mondello opera prima; i romanzi Traslochi (1992), Padri di padri (1997), Indivisibili (2000), finalisti premio Strega, Il naturale disordine delle cose (2004), premio Brancati, e Tre anni luce (2013), premio Mondello Opera Italiana; e infine i due brevi testi autobiografici Presentimento (2007), e Mostrarsi (2011).
Buona lettura da Rufy!