“Il naufragio” di Daniel Albizzati

Ripartiamo con il nostro BLOG 2023 con la recensione del volume “Il naufragio” di Daniel Albizzati

Dalle prime pagine di questo romanzo traspaiono tutta l’angoscia e l’ansia del protagonista, naufrago su di un’isola di plastica."Il naufragio" di Daniel Albizzati - copertina a colori

Non spiega come è perché sia naufragato in quella strana isola, ma comincia a fissare i suoi pensieri su carta, su plastica o ovunque riesca a scrivere, per non perdere il senno e il senso dei giorni e mano a mano che scrive inizia un viaggio che lo cambierà per sempre.

 

Trama di “Il naufragio”

La vicenda è suddivisa in quattro capitoli che raccontano, più che la vita da naufrago di Vadim, questo il nome del protagonista, il suo riscoprirsi a livello catartico. Vadim compie davvero un cambiamento strutturale degno di anni di sedute di psicoterapia e tutto avviene attraverso la lettura di grandi classici ritrovati in un container, naufragato assieme a lui, e a un confronto con sé stesso, con le proprie paure e le proprie ansie.

E’ una storia fantastica, nella quale un naufrago ci fa comprendere ed accettare le nostre ansie.

 

L’autore

Daniel Albizzati è un giovane autore, nato a Stoccolma e laureato in Marketing e Giornalismo. Scrive racconti e articoli su «Il bestiario degli italiani», ma lavora anche nel cinema e nell’editoria. È direttore editoriale della narrativa di GOG Edizioni.

Ha pubblicato Le avventure di Mercuzio nel 2019 con Fazi Editore e Il naufragio è il suo secondo romanzo.

 

Incipit di “Il naufragio” di Daniel Albizzati

PRIMA STAGIONE

Carne

Giorno 1

Non mi ricordo dove l’ho sentito dire ma dicono che scrivere può essere utile… Penso in un film. O forse è stata zia Ionela. E poi non c’ho niente di meglio da fare e rileggerò quello che scrivo per non scapocciare e per non perdere il senso del tempo. ho trovato una penna in mezzo a un groviglio di cime e reti piene di piccole conchiglie sopra. Scrivo su di una busta seccata al sole… è secca e gialla come una foglia morta. Ce en sono tante così e hanno la consistenza della carta. L’isola è piema di buste… è piena di spazzatura. Anche nell’acqua galleggiano le buste e quando arrivano a riva paiono dei panni appena tirati fuori dalla lavatrice. A proposito di panni… la felpa Burton e la tuta che indossavo si sono asciugate in meno di cinque minuti. Sull’isola fa caldo… un caldo bestia. Mi sposto che il sole picchia forte qui. Qui sotto all’ombra del container è più fresco. Faccio bene a scrivere… sono le mie memorie. Se morirò almeno qualcuno troverà il mio diario e saprà che sono stato su quest’isola… se la trovano quest’isola del cazzo!

Giorno 2

Sono da poco tornato sulla spiaggia… è quasi sera… non so quante ore c’ho messo per salire sulla montagna. Ci sono salito per capire dove mi trovo ma non è servito a molto.

 

 

Buona lettura da Pia