Considerazioni personali

In un mondo dove l’avvento della tv e di nuove tecnologie vengono accolte con grande stupore ed entusiasmo, i libri pian piano vengono abbandonati diventando sempre più emarginati e paradossalmente ricercati non per essere letti bensì per essere bruciati. Ma c’è un personaggio che si distingue da tutti gli altri ed è Montag, un pompiere che cercherà di mettere i bastoni tra le ruote ai colleghi.
Alla fine riuscirà il protagonista, Montag, a risolvere questa situazione paradossale?
Un romanzo in cui, seppur fantascientifico, non mancano elementi di critica sociale e politica, essenziale sia per i piccoli lettori che per gli adulti!
Un romanzo molto attuale che descrive un mondo dove la tecnologia regna – perché crea più “intrattenimento” agli occhi di chi la usa – e i libri sono sempre più esclusi  – perché considerati noiosi.

Le frasi che mi sono piaciute di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

“Parlava di far tesoro dei libri e delle voci di dissenso che si esprimevano al loro interno.”
“E i romanzi ci comunicano empatia, ci permettono di entrare nella mente di altre persone, ci fanno il dono di vedere attraverso i loro occhi. I romanzi sono una menzogna che ci racconta delle verità, ancora e ancora.”
“Non importa quello che fai, diceva il nonno, purché serva a cambiare qualche cosa e renderla diversa da come era prima che la trasformassi in una cosa che somiglia a te.”
Fahrenheit 451 di Ray Bradbury - copertina

La trama

Montag fa il pompiere in un mondo dove gli incendi, anziché essere spenti, vengono appiccati. Armati di lunghi lanciafiamme, i militi irrompono nelle case dei sovversivi che conservano libri, e li bruciano: così vuole la legge. Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra i giganteschi schermi televisivi e slogan, con una moglie indifferente e passiva e un lavoro che svolge per pura e semplice routine. Un giorno, dall’incontro con una donna sconosciuta, nasce un sentimento impensabile, e per Montag, il pompiere, inizia la scoperta di un mondo diverso, un universo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.

Prologo di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

PARTE PRIMA
IL FOCOLARE E LA SALAMANDRA
Era un piacere bruciare tutto.
Era un piacere vedere le cose divorate, annerite, trasformate. Quando prendeva la bocchetta di ottone, il gran serpente che sputava cherosene velenoso sul mondo, il sangue gli batteva alle tempie e le sue mani diventavano quelle di un fantastico direttore che esegue le sinfonie della fiamma e dell’incendio per ridurre in brandelli le rovine carbonizzate della storia. Sulla testa stolida aveva l’elmetto con la cifra 451, e i suoi occhi fiammeggiavano di un bel color arancio al pensiero di quello che stava per succedere: azionato l’accenditore, fece esplodere la casa in un fuoco devastante rosso, giallo e nero che illuminò il cielo della sera. Si incamminò in uno sciamo di lucciole. Più di ogni altra cosa avrebbe voluto cuocere un marshmallow, lo zuccherino infilato su un rametto e rosolato nel forno dell’incendio come in un vecchio gioco, e voleva farlo mentre le pagine sbattevano come ali di uccelli moribondi sul portico o il prato della casa, e i libri salivano in vortici di scintille soffiati dal vento nero de rogo. Montag piegò le labbra nel sorriso cattivo degli altri pompieri, anneriti e respinti dalle fiamme…

L’autore

Nato a Waukegan, Illinois, Ray Brabdbury (1920 – 2012) è stato un raffinato autore di narrativa e sceneggiatore cinematografico. Ha profondamente rinnovato il genere fantascientifico introducendovi elementi di critica sociale e politica.
Buona lettura da RUFY!!