Considerazioni personali

“La spedizione Doecuru” di Mato Kusayama è un libro ben curato, anche per le belle illustrazioni presenti. Addentrandosi poi man mano nella storia del volume si conoscono i vari personaggi, le avventure che compiono e soprattutto si impara qualcosa di nuovo sugli animali, sul territorio e sulle persone che ci circondano. Personalmente l’ho trovata una lettura abbastanza impegnativa, ma allo stesso tempo istruttiva, che merita di essere fatta perché è scritta in modo coinvolgente e adatta ai ragazzi!

Le frasi che mi sono piaciute di “La spedizione Doecuru” di Mato Kusayama

“Solo unendo le nostre forze abbiamo compiuto la missione”
“Siamo le parti di un medesimo tutto”
“Avevano il cuore leggero, traboccante di speranza.”

"La spedizione Doecuru" di Mato Kusayama - copertinaLa trama

Finita la scuola, i dodicenni Ryuji e Sayuri vengono invitati da uno strano corvo con tre zampe a raggiungere un suo amico, padre Kaze. Ma ancora non sanno quale importante missione lui ha in serbo per loro…
Accompagnati da uno stuolo di animali fantastici, i due partiranno per un viaggio in Perù alla ricerca del Doedicurus, una creatura preistorica. “La Spedizione Doecuru” dovrà contare sul coraggio e sull’intelligenza dei suoi membri per sopravvivere ai tanti pericoli in agguato.
Un romanzo coinvolgente e avventuroso rivolto agli amanti della natura, a metà strada tra Jules Verne e Hayao Miyazaki, illustrato dal maestro del manga Taiyo Matsumoto.

Prologo de “La spedizione Doecuru” di Mato Kusayama

CAPITOLO 1
Yatagarasu, il corvo messaggero
La punta della canna ebbe un fremito.
Ryuji la fissò attentamente, tenendola ben salda con la destra. Se il filo si fosse teso, facendo piegare la canna, il ragazzino avrebbe dovuto affrettarsi a ferrare.
Praticava la cosiddetta pesca a fondo.
La più nota è quella col sughero, che affonda quando il pesce abbocca e tira la lenza. Allora si solleva la canna con la preda allamata. 
Nella pesca a fondo, invece, si fissano i piombi di vario peso a una certa distanza dall’amo, si lancia in acqua la lenza e si appoggia la canna su un supporto a forma di Y. Quando abbocca, il pesce tira il filo e fa piegare la canna; a quel punto bisogna subito ferrare per agganciare la preda. 
E’ così che si catturano grossi pesci di fondale come il siluro, ma può capitare persino di prendere una carpa o un’anguilla. 
Ryuji non staccava gli occhi dalla punta della canna, che ben presto però ritornò immobile. 
Accidenti! esclamò e si lasciò cadere all’indietro, sdraiandosi sull’erba con la braccia incrociate.
Marzo volgeva al termine. La brezza annunciatrice della primavera, ancora fresca, era gradevole. Sugli argini, i ranuncoli in boccio ondeggiavano al vento. Di lì a due settimane, l’erba si sarebbe costellata di fiori gialli…
Buona lettura da RUFY!!