Considerazioni personali

“Il cacciatore” di Tana French possiamo dire che non è un classico thriller da come è scritto e strutturato. È un romanzo che scava nei rapporti personali e famigliari e dove la tensione si può percepire attraverso i dialoghi, grazie anche alla bravura della scrittrice. E’ sicuramente un libro che consiglio per chi vuole cimentarsi nella lettura di un thriller e scoprire meglio i romanzi di Tana French!

Le frasi che mi sono piaciute di “Il cacciatore” di Tana French

“La noia rende inquieta la mente di un uomo…”
“La cosa migliore che puoi avere nella vita è un po’ di luce intorno a te.”
“La perseveranza è una virtù.”
“La vita è una questione di equilibrio… Non facciamo altro che pesare le cose di cui abbiamo paura e cercare di capire quale pesa di più…”


"Il cacciatore" di Tana French - copertina
La trama

Sono passati due anni da quando l’ex detective Cal Hooper si è trasferito nella contea irlandese di Ardnakelty in cerca di tranquillità. Ha trovato qualcosa che ci va molto vicino: una casa che è diventata un rifugio e una relazione con una donna del posto, Lena, che lo fa stare bene. Poi c’è il suo legame con Trey, l’adolescente ruvida e selvaggia che sta cercando di proteggere. Ma adesso dopo anni di silenzio è ricomparso suo padre, Trey non vuole nessuna protezione. Vuole solo vendetta.

Prologo de “Il cacciatore” di Tana French

I.
Trey sale su una montagna portando una sedia rotta. La porta sulla schiena, le gambe che sporgono oltre le sue spalle. Il cielo è di un azzurro così caldo che sembra dipinto e il sole le brucia il collo. Persino i richiami acuti di uccelli che volano troppo in alto per essere visibili vibrano di calore. La proprietaria della sedie le aveva offerto un passaggio, ma Trey non ha nessuna intenzione di permetterle di impicciarsi degli affari suoi, e comunque non ce la farebbe a sostenere una conversazione per tutto il viaggio lungo le strade piene di buche che salgono sulla montagna.
Il suo cane Banjo saltella fuori dal sentiero, annusando e frugando tra l’erica fitta, che è troppo odorosa e marroncina per luglio. Quando Banjo ci passa attraverso produce versi scroscianti. Ogni pochi minuti, torna di corsa da lei per comunicarle, con soffi e guaiti, cos’ha trovato. Banjo è un bastardo, nero e fulvo, con la testa da beagle e il corpo di una razza più tozza, ed è molto più chiacchierone di Trey. Il suo nome deriva da una macchia bianca a forma di banjo che ha sul ventre. Trey avrebbe voluto un migliore amico, ma la sua mente manca di immaginazione, e tutti i nomi che trovava sembravano quelli che avrebbe usato per il suo cane, un ragazzino coglione uscito da un libro di scuola. Così alla fine Banjo era andato bene. Cal Hooper, l’americano che vive appena appena fuori dal villaggio, ha un fratello di Banjo e l’ha chiamato Rip, e se un nome semplice va bene per il cane di Cal, va bene anche per quello di Trey. Inoltre, lei passa gran parte del suo tempo in casa di Cal, il che significa che anche i due cani passano molto tempo insieme, e sarebbe stupido se avessero nomi troppo dissimili…

L’autrice

Tana French è nata negli Stati Uniti nel 1973 ed è cresciuta tra Irlanda, Italia e Malawi. Della sua serie incentrata sulla squadra Omicidi di Dublino, Einaudi ha pubblicato L’intruso (2018 e 2019), Il colleggio (2019 e 2020), Il rifugio (2020 e 2021), Nel bosco (2020) e La somiglianza (2021). Dai romanzi Nel bosco e il successivo La somiglianza è tratta la prima stagione della serie tv Dublin Murders.
Buona lettura da RUFY!!