Considerazioni personali de “Il tempo di caccia” di Jeffery Deaver

Le azioni del romanzo sono serrate e vivide, di conseguenza il ritmo della storia è veloce. Infatti nella lettura bisogna stare sempre attenti per non perdere il filo della storia, molto coinvolgente a mio avviso! Oltre alla trama ho apprezzato anche la parte descrittiva e psicologica dei personaggi. Una lettura che consiglio vivamente!

Le frasi che mi sono piaciute

“La rabbia influenza le tue decisioni, distorce la tua tattica.”
“Mai permettere alle emozioni di influenzare le tue decisioni.”

Trama de “Il tempo di caccia” di Jeffery Deaver

Ferrington, un tempo ricco centro industriale, è oggi solo una landa desolata attraversata da un fiume di liquami tossici. Qui Colter Shaw è in missione per conto di un eccentrico uomo d’affari, Marty Harmon. L’obiettivo è recuperare con ogni mezzo il prototipo di un rivoluzionario dispositivo per piccoli reattori nucleari sottratto da una delle sue aziende. Un lavoro fuori dagli schemi per il cacciatore di ricompense più famoso d’America; almeno fino a quando Allison Parker, ingegnera capo della compagnia e abile inventrice di strumenti per sfuggire ai sistemi di tracciamento, scompare insieme alla figlia adolescente. Allison è una risorsa fondamentale, ed è sempre Harmon a chiedere a Colter di ritrovarla. Ma la sua sparizione è in realtà una fuga che coincide con la scarcerazione del marito, ex poliziotto psicotico finito al fresco per violenze domestiche e uscito di galera grazie a uno sconto di pena. Il quadro si complica quando il cacciatore di ricompense scopre che non solo due sicari al soldo del marito sono sulle tracce della donna, ma forse lo stesso Harmon vuole impedire a Allison di svelare i segreti di cui solo lei è a conoscenza. Quando le ricerche lo porteranno nel folto dei boschi del Midwest, Colter Shaw dovrà mettere in campo tutte le sue capacità di survivalista, in una spirale mortale dove il confine tra predatore e preda si fa sempre più sottile.

Il prologo

PRIMA PARTE
SOLE TASCABILE
Martedì 20 settembre
La trappola era la quintessenza della semplicità.
E, come capita di solito con le cose semplici, funzionò alla perfezione.
Nel laboratorio al terzo piano della Welbourne & Sons Fabricators, abbandonato da tempo, Colter Shaw si muoveva in silenzio tra polverosi scaffali di legno traboccanti di barili e bidoni arrugginiti. Sette, otto metri più in là gli scaffali finivano e si apriva una grande area piena di vecchi tavoli da lavoro di mogano, consunti, logori e macchiati, dimenticati a marcire da chissà quanto.
Lì c’erano tre uomini in giacca e cravatta. Discutevano con i gesti animati e le voci sicure di chi non sospetta di essere osservato.
Shaw si fermò al riparo di una fila di ripiani. Tirò fuori una videocamera, in tutto e per tutto simili e quelle che si possono comprare su Amazon o Best Buy, a parte un’unica differenza: sul davanti non c’era la solita lente, ma un piccolo aggeggio montato su un supporto flessibile lungo una cinquantina di centimetri. Shaw lo piegò a un’angolazione di novanta gradi e lo puntò dietro l’angolo delle scaffalature, poi premette il pulsante REC.
Qualche minuto dopo, mentre gli uomini gli davano la schiena, lasciò il suo nascondiglio a si avvicinò a loro scivolando dietro l’ultima fila di scaffali.
Fu in quel momento che la trappola scattò…

L’autore de “Il tempo di caccia”

JEFFERY DEAVER nato a Chicago nel 1950, è autore di molti romanzi che lo hanno consacrato maestro del thriller, pubblicato in 150 paesi. Il successo mondiale è arrivato con Il collezionista di ossa (2002), il primo libro della serie di Lincoln Rhyme, da cui è stato tratto l’omonimo film con Denzel Washington e Angelina Jolie. Tutti i suoi libri sono editi in Italia da Rizzoli. Tra i più recenti Il gioco del mai, Gli Eletti e La mappa nera, con protagonista Colter Shaw, e Il taglio di Dio e Il visitatore notturno con Lincoln Rhyme e Amelia Sachs.

BUONA LETTURA DA RUFY!!