Considerazioni personali

Luna rossa di Jo Nesbø è il tredicesimo appuntamento con la collana che ha come protagonista Harry Hole.
Un thriller molto avvincente, complesso, ricco di personaggi e di trame secondarie, che si intrecciano tra di loro ma non fanno perdere il filo di quella principale. Lo stile di Nesbø coinvolge il lettore, perché scava nei personaggi, porta alla luce i loro segreti, le pulsioni, gli affetti, gli aspetti più aberranti, con precisione e lucidità.

Le frasi che mi sono piaciute di Luna rossa di Jo Nesbø

“Noi essere umani siamo convinti che gli eventi siano una conseguenza di quelli che li hanno preceduti, e non il contrario”
“L’amore e il trasporto che provava d’istinto per quel piccolino seduto dalla parte opposta del tavolo si limitavano alla speranza che avesse una bella vita, migliore della sua.”
“Informazioni che il cervello collega senza che tu cerchi né tanto meno abbia intenzione di farlo”

La trama

Un amico spacciatore di coca, uno sbirro corrotto e uno psicologo malato di cancro. E’ questa la squadra che Harry Hole è riuscito a mettere insieme. E chissà se riuscirà a salvarlo dal precipizio. Senza più un ruolo nella polizia, Harry è a Los Angeles al preciso scopo di ammazzarsi di alcool. Ma Lucille, una vecchia attrice che ha sottratto alla furia di un cartello della droga, gli ha offerto un posto in cui stare, un po’ di amicizia e dei vestiti decenti. Nel frattempo, a Oslo un’immobiliarista sospettato di aver ucciso due ragazze lo cerca come investigatore privato. Harry rifiuta, non è più il leggendario detective di un tempo. Quando il cartello prende Lucille in ostaggio, il solo modo per tirare su i soldi del riscatto è riunire una squadra di reietti come lui e accettare l’incarico.

Il prologo di Luna rossa di Jo Nesbø

Oslo, – disse l’uomo portando il bicchiere di whiskey alla bocca.
E il posto che ami di più? chiede Lucille.
Lui guardava fisso di fronte a sé, e sembrò pensare alla risposta prima di annuire. Lei lo studiò mentre beveva. Era alto, anche seduto accanto a lei al bancone del bar la sovrastava. Doveva avere almeno dieci, vent’anni in meno dei suoi settantadue; era difficile dirlo, con gli alcolizzati. Il viso e il corpo parevano scolpiti nel legno: magri, netti e severi. La carnagione pallida, il naso cosparso di un reticolo di vene blu e gli occhi iniettati di sangue, con le iridi del colore dei jeans slavati, erano testimoni di una vita dura. E di bevute forti. E di cadute nell’abisso. E forse anche di passioni travolgenti perché, nel mese in cui era diventato un habitué del Creatures, lei aveva scorto il dolore nel suo sguardo. Era come un cane bastonato, scacciato dai suoi simili, sempre solo in fondo al bancone. Vicino a Bronco, il toro meccanico che Ben, il proprietario del bar si era portato via dal set Urban Cowboy, un mega flop in cui aveva lavorato come trovarobe. Un promemoria del fatto che Los Angeles non era una città costruita sui successi cinematografici, ma un mucchio di spazzatura fatto di fallimenti finanziari e umani. Più dell’ottanta percento dei film era un fiasco totale e una perdita di soldi, la città aveva un alto numero di senzatetto degli Stati Uniti, e con una densità che si poteva trovare solo nel Mumbai. Il traffico stava per soffocarla, restava da vedere se la criminalità, violenza e droga l’avrebbero battuto sul tempo. Ma il sole splendeva. Sì, quella maledetta lampada da dentista californiana non si spegneva mai, e splendeva impetuosa donando alla bigiotteria di una città falsa la lucentezza di diamanti autentici, di storie vere e di successo. Se solo la gente avesse saputo. Come lo sapeva lei, Lucille, era stata sulle scene. E dietro le quinte.

L’autore

Jo Nesbø è uno dei più grandi autori di crime al mondo. I suoi libri hanno venduto oltre 40 milioni di copie. E’ nato a Oslo nel 1960. Ha giocato a calcio nella Serie A del suo paese, ha lavorato come giornalista free-lance, ha fatto il broker in borsa. Tutt’oggi suona regolarmente con la band norvegese dei Di Derre. Oltre alla serie di Harry Hole, Einaudi ha pubblicato anche i thriller I cacciatori di teste, Il confessore, Il sangue e neve, Sole di mezzanotte (da cui l’omonimo film con Alessandro Borghi), Il fratello e la raccolta di racconti Gelosia.

Buona lettura da Rufy!