SULLA RIVA DEL MARE di Abdulrazak Gurnah
Sulla riva del mare di di Abdulrazak Gurnah è una storia che rende vive le emozioni provate da chi scappa dal proprio paese cercando asilo. Ma è anche molto di più di una storia di rifugiati, perché questo libro è la storia di tutti gli esuli costretti a riparare lontano, senza nulla se non la nostalgia della propria terra.
Un libro che ci fa capire come cercare una vita migliore sia un diritto.
La trama
Il protagonista di questa storia si chiama Saleh Omar e nella sua terra, a Zanzibar, era un mercante di mobili, costretto a divenire esule per le violenze del Governo vigente nel suo paese. Lascia la sua terra e arriva in Inghilterra, ma a causa di un intoppo burocratico viene in contatto con un connazionale. Da questo incontro si sviluppano e intrecciano due destini, distanti solo in apparenza.
L’autore
Ad Abdulrazak Gurnah viene assegnato il Premio Nobel per la Letteratura nel 2021 “per la sua intransigente e profonda analisi degli effetti del colonialismo e del destino del rifugiato nel golfo tra culture e continenti”. E’ professore emerito di Letteratura inglese e postcoloniale all’Università del Kent. Vive a Canterbury.
L’incipit di SULLA RIVA DEL MARE di Abdulrazak Gurnah
1
Ha detto che passerà più tardi, e a volte quando dice così lo fa davvero. Rachel. Mi ha mandato un biglietto perché non ho il telefono nell’appartamento, mi rifiuto di averlo. Nel biglietto diceva che dovevo chiamarla se il suo arrivo costituiva un problema, ma non l’ho fatto. Non ne ho bisogno. E’ tardi adesso, per cui non credo che verrà, dopo tutto, non oggi.
Però nel biglietto diceva oggi dopo le sei. Forse era solo uno di quei gesti che si concludono nel momento in cui vengono compiuti, per dirmi che mi aveva pensato, nella certezza che io ne sarei stato confortato, il che è vero, Non importa, solo non voglio che arrivi in piena notte a turbare il suo silenzio così ricco di significato con una sfilza di spiegazioni e di scuse e a parlarmi dei suoi progetti, rubandomi altre ore del buio che resta.
Mi stupisce come le ore di buio siano diventate così preziose per me, come i silenzi della notte si siano rivelati così pieni di mormorii e di sussurri, quando prima erano così terribilmente immobili, così tesi per l’inquietante mancanza di rumori che incombeva sulle parole.
