“Il rumore della pioggia”
“Il rumore della pioggia” di Gigi Paoli presenta un personaggio irresistibile e una tensione che si fa palpabile a ogni pagina. Davvero un esordio sorprendente nell’ambito del noir italiano con una storia molto coinvolgente.
La vicenda è raccontata dal punto di vista di un giornalista e padre single, Carlo Alberto Marchi, e questa è una caratteristica particolare rispetto alla maggior parte dei gialli/noir. Anche la relazione che ha con sua figlia adolescente ha la sua influenza sulla storia e sullo stato psico-fisico del protagonista. Lo stile dello scrittore merita di essere apprezzato: è caratterizzato da un linguaggio scorrevole e la presenza di battute rende la lettura più divertente e leggera. E’ un ottimo libro da leggere durante le giornate o serate piovose di autunno e inverno.
La trama de “Il rumore della pioggia”
Sono ormai alcuni giorni che Firenze è sferzata da una pioggia battente e, come se non bastasse, la visita del presidente israeliano ha completamente paralizzato la città. Carlo Alberto Marchi è intrappolato nella sua auto che da casa lo porta al Palazzo della Giustizia, quando apprende una notizia ghiotta per un cronista di giudiziaria a corto di esclusive. All’alba, in un antico palazzo di Via Maggio, la prestigiosa strada degli antiquari, viene trovato un morto con ventitré coltellate. Si tratta dell’anziano commesso del negozio di antichità religiose più rinomato di Firenze. Un caso molto interessante, anche perché il negozio è di proprietà della Curia e sopra vi ha sede l’Economato. Marchi si mette come un mastino alle calcagna dei magistrati nella speranza di tirar fuori uno scoop e chiudere finalmente la bocca al direttore del Nuovo Giornale. Sempre correndo come un pazzo, ovviamente, perché a casa c’è Donata, la figlia di dieci anni chi inizia a lanciare i primi segnali di un’adolescenza decisamente in anticipo. Ma stavolta conciliare il ruolo di padre single con quello di reporter d’assalto sembra davvero un’impresa disperata. In effetti c’è tutto un mondo che gira intorno al delitto di Via Maggio e le ipotesi che si affacciano sono sempre più inquietanti. Su tutte, l’ombra della Massoneria, che in città è prospera e granitica da secoli. E l’inchiesta corre veloce in una Firenze improvvisamente gotica e oscura.
L’autore
Gigi Paoli, classe 1971, vive e lavora a Firenze come giornalista del quotidiano La nazione, dove è stato il responsabile della cronaca giudiziaria e oggi è caposervizio. Le prime tre indagini del reporter Carlo Alberto Marchi – Il rumore della pioggia, Il respiro delle anime, La fragilità degli angeli – sono adesso raccolte in un unico volume di grande successo, I misteri di Firenze. Della stessa serie fanno parte Il giorno del sacrificio e Diritto di sangue.
Nel 2020 Gigi Paoli ha ricevuto il prestigioso Premio La Pira per la cultura.
Prologo de “Il rumore della pioggia”
Lo schiaffo del vento lo colpì. Poi, fredda e affilata, arrivò la pioggia.
“E questa sarebbe la città più bella del mondo?”
L’uomo scosse la testa ed estrasse il piccolo ombrello che spuntava dalla sua valigia. Alzò lo sguardo. Tutto opaco e grigio, in cielo e in terrà. Alle sette e un quarto di quella mattina di novembre, neanche i turisti si facevano vedere in giro. Con quel tempo, poi…
Ci mancava pure la pioggia. E quel piccolo maledetto ombrello non avrebbe mai impedito che i pantaloni di lì a poco diventassero fradici. Girò l’angolo sul ponte Santa Trinità e alzò automaticamente la testa, incrociando lo sguardo muto della statua della Primavera e il suo collo troppo lungo.
“Te l’avevano staccata la testa, eh, bella signora”, sogghignò ansimando mentre risaliva il ponte, ai cui angoli campeggiavano le statue delle quattro stagioni. Tutti i giorni da più di trent’anni, lui sfilava accanto alla Primavera, ripescata dall’Arno dopo la guerra come le sue sorelle di marmo…
